12 novembre 2008

Ricerca e capelli

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24 ottobre 2008

A proposito di Fab...



"Uno che di imperfezioni si nutriva e alla perfezione tendeva, all'esattezza, che poi è una forma di onestà"


Gian Luca Favetto, Venerdì di Repubblica (24 ottobre 2008)


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20 ottobre 2008

Dear Mr Berardinelli #2

Era il 5 febbraio quando noi di Tabard bacchettammo il noto critico Berardinelli per la sua avversione nei confronti del nostro amato Gyorgy (Lukács). Ecco cosa scriveva infatti sulle pagine di Reset: «Il punto è che se continuiamo a pensare a Lukács, allora è meglio che ci impicchiamo perché vuol dire che siamo indietro di mezzo secolo».

Con grande piacere ho potuto oggi constatare che il nostro, evidentemente colpito e amareggiato dalle nostre critiche (nonché dalle rimostranze del mondo accademico svizzero e dell'ambiente underground ticinese), deve aver passato gli ultimi mesi sui sostanziosi volumi del grande filosofo ungherese; si legga infatti l'articolo Il romanzo dev'essere "memorabile" apparso sul Corriere della Sera di oggi a firma di un redento Berardinelli:

«Ma se un romanzo non tende a una forma di "totalità" (irraggiungibile) non è un romanzo, è un racconto: magari annacquato e diluito come quelli che oggi gli editori ci vendono come romanzi. Non si tratta ovviamente né di quantità di pagine né di complessità della trama. Un romanzo nasce (se nasce) intorno all'invenzione di un personaggio e di una vicenda esemplare che gli somigli e lo riveli. La ricchezza delle connessioni "sociologiche" nasce da sé quando personaggio e vicenda sono un'invenzione tipica e memorabile. Quanti personaggi memorabili in cui riconoscersi ha inventato la narrativa italiana delgi ultimi decenni?»

Se non è una palinodia questa... (anche se sui concetti di totalità e biografia c'è ancora un po' di confusione... ma cosa pretendere di più da un volenteroso che ha passato una matta e disperatissima estate di studio sulla Teoria del romanzo e sui Saggi sul realismo?)

Achille

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16 settembre 2008

Adesso vi faccio vedere come muore un italiano



Abdoul Guiebrè, diciannovenne italiano ucciso a Milano
alle 6 del mattino dello scorso sabato

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17 giugno 2008

Amore che vieni, amore che vai

(nella foto, l'esito dell'ultima stretta di mano tra Uolter e Silvio)

da Buonipresagi, sempre più in forma.

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05 giugno 2008

Caro Émile: (una parentesi di leggerezza)

In una pausa studio, finito di rileggere il saggio di Benveniste sulla - tra le altre cose - correlazione di soggettività “io-tu”, fuso dopo ore saltimbeccate tra un poco di Agamben, un poco di Flatus vocis e un poco di sparsi poeti in sparso ordine, mi pauso la sigaretta nel cortile di Vicolo Bolognetti.

Lì (adorato shifter) bambini delle elementari se la ballavano in gruppo, a suon di bongo, un tentativo di ballo africano: tutt’intorno, il parentame. Non solo era molto divertente, il tutto - e salvifico, per la mia mente che un po’ se la iniziava a spasseggiare - ma, vi dico - mi dico:

ci stava: pura estroversione del corpo (a cui, per esempio, io da bambino non sono stato educato mai, tant’è vero che poi ho scoperto i rave); allo stesso tempo: estroversione ritmata e controllata in gruppo: ruolo e spazio dipendevano da quelli dell’altro (le prossemiche, le distanze sociali, fatte salve pur nell’estro-vertere); ci stava un ritmo e una cultura che (rim)andava all’altro; ci saranno stati giorni di preparazione e di educazione al corpo: divertiti: (immagino);

ma, ‘tenti: era solo estroversione del corpo: i bambini non dovevano, evidentemente, parlare né sgridare, solo respirare: in una parte della dinamica coreografica i bambini si buttavano tutti giù per terra szittendo: «ssshhhhh»: ci stava pure il gioco del silenzio quindi (quello sì, ce l’ho pure io da bambino);

poi, nel crescendo regolato, il battere accelerava e tutti insieme (mi) esasperano la vertigine in un circolo a mani alzate e poi, come da scaletta, si liberano dalla scaletta, gridando a scelta e gironzolando estrovertendosi a libero arbitrio, infrangendo e rifrangendo prossemiche, rigirandosi e aritmando ed espettorando, fino agli ultimi battiti, che li sbatton lì fermi, in tensione, nell’applauso al disordine:

ecco, sì, si può educare al disordine?

: svolgesi poi dentro di me seguente dialogo:

- Si tratta, evidentemente, di un “noi” inclusivo.
- Ma vafanguuulo!

Ecco: un poco oppresso poi mi rileggo Le relazioni di tempo nel verbo francese

E.


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28 aprile 2008

La sinistra è definitivamente morta, salutiamola italianamente

"La buona notizia è che ci siamo levati Rutelli dai coglioni, forse." Nipresa.

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17 aprile 2008

Secolarizzazione, Ermeneutica, Nichilismo

"La giustizia deve accettare la sfida della postmodernità"

(Roberto Castelli - Apertura dell'anno giudiziario 2003)

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14 aprile 2008

...e anche la tua pietà gli è nemica



Ah, la morale è: Totò e Ninetto continueranno sempre a mangiarsi il corvo...

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Tabard: diretta elezioni

ore 16.10:
Padre Gaudenzio Lussorio Ferraris è appena giunto nel Loft di via del Pratello (Bologna) per seguire in diretta i risultati dello spoglio.

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Our mission: help our troops call home

Cara, butta la pasta che tra poco sono a casa.

Cinque anni di guerra, ma col telefonino.

Lorenzo

p.s. questo post è stato concepito in un cesso della Harvard University.

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01 aprile 2008

Omaggio a Tabard

Tanti l'hanno già visto e applaudito, molti altri lo aspettano ansiosamente: ecco finalmente online il video con cui abbiamo presentato Tabard all'ultima tappa del BIRRA e col quale festeggiamo il nostro terzo anniversario. Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente gli amici e colleghi che ci hanno omaggiato nel video: il maestro Beniamino Merumeni, Padre Gaudenzio Lussorio Ferraris e Padre Ulrico Von Klinsmann, Victoir Marton & Matthieu Geron, Luca del 32, il nostro usuraio di fiducia, Alberto e le quote rosa di Tabard. Un grazie anche a chi per problemi tecnici non è apparso ma ha comunque gentilmente contribuito: Luca, Ricardo e Fabrizio. Complimenti infine all'immenso Walter, senza il cui genio non staremmo qui a scrivere di questo capolavoro (che alcuni bene informati accreditano già come candidato agli Oscar della Val Brembana). Silenzio in sala...


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31 marzo 2008

Lo sfogo...

Per la banda tabardiana...da Ricardo...

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29 marzo 2008

Addio Valentino

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29 febbraio 2008

Club Chiesa Cattolica: un'opportunità da non perdere!

Il nostro venerato Padre Gaudenzio continua la sua offensiva mediatica. Eccolo ora impegnato a presentare la riapertura ufficiale della campagna iscrizioni del suo esclusivissimo club:

"Contro la precarietà, contratti per l'eternità!"

Per maggiori informazioni scrivete a: padre.gaudenzio@chiesavaticana.vat

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12 febbraio 2008

Ferrara l'avrebbe fatto meglio

"Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari - scrive don Anselmi - mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d'amore aperto alla vita, ad un figlio".

"I due attori fanno l'amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia: capisco - spiega don Anselmi - che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch'io sono rimasto stupito e disturbato. Molte persone osservano che i consacrati non possono e non devono parlare di sessualità corporea perchè non la vivono. Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull'altare, doniamo a Dio ed alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con gioia. Per questo preghiamo per chi svaluta questi gesti".

"Sono convinto - scrive il sacerdote nella newsletter inviata ai ragazzi italiani che si preparano alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney - che gli attori, gli uomini di spettacolo abbiano un grande impatto culturale e quindi una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza".

Ecco dunque che "sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive. Caro Nanni e cara Isabella - conclude don Anselmi - contiamo sulla vostra passione educativa".

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11 febbraio 2008

Geni del calcio

«Ho passato 17 anni da morto di fame e 8 da milionario. Me ne restano 9 per andare in parità»

Antonio Cassano

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10 febbraio 2008

Una poesia di Michele Mari

Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più.
Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi per la vita intera.

(da Cento poesie d'amore per Ladyhawke, Einaudi)

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05 febbraio 2008

Dear Mr Berardinelli

Alfonso Berardinelli, scrive sulle pagine di Reset di questo mese:

“Il punto è che se continuiamo a pensare a Lukács, allora è meglio che ci impicchiamo perché vuol dire che siamo indietro di mezzo secolo”.

A dire il vero, a Bellinzona si pensa ancora molto a Lukács. E pure a Mendrisio. Il canton Ticino tutto non fa che parlare di Lukács. Siamo in pieno rinascimento lukácsiano. E, soprattutto, noi giovani (carini ed esistenzialisti) ci pensiamo. E non ci impicchiamo.


A. Scardanelli

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01 febbraio 2008

Contemporanei

«contemporaneo è colui che percepisce il buio del suo tempo come qualcosa che lo riguarda e non cessa di interpellarlo, qualcosa che, più di ogni luce, si rivolge direttamente e singolarmente a lui. Contemporaneo è colui che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo. […] Percepire nel buio del presente questa luce che cerca di raggiungerci e non può farlo, questo significa essere contemporanei. […] Cioè ancora: essere puntuali a un appuntamento che si può solo mancare».

G. Agamben

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