14 aprile 2008

...e anche la tua pietà gli è nemica



Ah, la morale è: Totò e Ninetto continueranno sempre a mangiarsi il corvo...

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21 Commenti:

Alle 4/15/2008 10:50:00 AM , Anonymous Paolo ha detto...

l'umanità e di destra.

 
Alle 4/15/2008 01:51:00 PM , Anonymous eug ha detto...

..."se ci si ridurrà a una resa dei conti dei quadri dirigenti - priva di autocritica (a partire dalla messa in discussione di ciascuno) -, allora si diano al turismo. Niente Thailandia, meglio il Nepal".

 
Alle 4/15/2008 05:02:00 PM , Anonymous Vittorio ha detto...

Editoriale di Gabriele Polo sul manifesto, o sbaglio? Dopo l'abbuffata giornalistica di oggi sono un po' confuso...

 
Alle 4/15/2008 08:48:00 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

credo che gli italiani, e la maggioranza dell'umanità che conosco, siano moralmente handicappati e piuttosto (in)stupidi(ti).

il 95 % dei voti è finito a partiti che considerano i rom dei pezzenti da sgomberare, cosa che fanno con piacere.

osserverò con piacere questi elettori, che vendono l'anima in blocco e comprano la tv a rate, arrabattarsi per gli scarti sempre meno luccicanti che gli sarà possibile raccattare.

leggete cecità di saramgo, se non l'avete ancora fatto e magari anche
perle ai porci di vonnegut

davide masoero

 
Alle 4/16/2008 09:37:00 AM , Anonymous achille ha detto...

davide, purtroppo era proprio questo che volevo dire... l'altra notte mi si erano affollate in testa una valanga di riflessioni.. ma alla fine nulla mi è sembrato esprimere meglio questi pensieri dell'immagine di Totò e ninetto in Uccellacci e uccellini: il problema è precisametne quello che dici tu. La colpa non può essere cercata nella politica, almeno non solo. la causa della situazione in cui si trova l'italia è il modo strettamente animale in cui si trovano ad essere enormi masse di esseri umani: il loro rispondere unicamente a due impulsi: la minaccia dell'incolumità personale (difesa del territorio sentita con primordiale ferinità: via gli immigrati a calci nel culo!), e la difesa cieca e non ragionata della fonte del sostentamento (via le tasse!). Il tutto ovviamente senza condizioni, ovvero al di fuori di ogni dialogo democratico. Per questo nel nostro maledetto paese vincerà sempre e soltanto chi farà presa su questi due istinti, anche se costui si ritrova ad essere esponente di un partito che rappresenta proprio chi ha interesse a trattenere queste masse in una rozza oppressione...

 
Alle 4/16/2008 03:33:00 PM , Anonymous Vittorio ha detto...

Troppo comodo come giudizio, secondo me. E troppo violentemente elitario per poter essere condiviso. Onestamente credo che se si vuole fare un'analisi corretta dei risultati elettorali non bisogna cadere in facili estremismi, e quindi non bisogna nemmeno dare tutta la colpa ai partiti e alla loro mancanza di organizzazione. Elemento su cui bisogna però riflettere. La mancanza di un progetto preciso, l'accorpamento di tre partiti senza finalità condivise, ma solo in virtù di un'affrettata necessità di unire i rispettivi elettorati per rispondere a una legge pietosa, così come anche le responsabilità per non aver mai saputo coinvolgere attivamente la cittadinanza critica (che in Italia esiste, checché se ne dica): questi sono elementi su cui riflettere. Senza cadere nei fatalismi, né tantomeno negli elitarismi. E il fatto di essere delusi non basta a giustificare sfoghi di questo tipo.

 
Alle 4/16/2008 04:41:00 PM , Anonymous Carlo ha detto...

Achille, guarda che negli ultimi 15 anni non ha vinto solo B, ma anche la sinistra.

La sinistra puo' limitarsi a dire che gli italiani hanno sbagliato, e che gli evasori voteranno sempre e comunque B (in parte vero, per carita'). Oppure puo' cominciare ad interrogarsi un po' piu' a fondo sulle cause. Puo' cercare di capire che fare gli interessi dei nonni contro quelli dei nipoti (vedi altro mio commento) assicura i consensi dei nonni sindacalizzati ma aliena quelli di tutti gli altri. Puo' sforzarsi di capire che, se sei un piccolo imprenditore che deve pagare adesso l'IVA su una fattura che incassera' tra 6 mesi, e per farlo devi farti strangol, ehm, finanziare dalle banche, ti frega poco dei trascorsi giudiziari di Berlusconi, della xenofobia della Lega, e della fedina penale di Cuffaro e Dell'Utri: ti frega molto, molto di piu' che Tremonti abbia proposto di far pagare l'IVA solo a fattura incassata, non prima.
Certo, la sinistra non conquistera' mai il voto dell'evasore cronico, ma dovrebbe almeno sforzarsi di capire di piu' le esigenze degli elettori. E non mi riferisco solo agli imprenditori, visto che la Lega ha sfondato anche in zone storicamente considerate roccaforti della sinistra e dei movimenti operai.

 
Alle 4/16/2008 07:12:00 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

questa storia del conflitto generazionale è più che altro un modo per far passare i soldi dalle pensioni agli imprenditori: per finanziare le pensioni basterebbe che ci fossero stipendi più alti con contributi inps decenti: cioè se le persone giovani iniziassero ad essere pagate per il lavoro che fanno al posto di lavorare gratis. ora è chiaro che la maggior parte di noi avrà abbastanza successo economico nella vita da non dover confidare nella pensione ma questa non è una prospettiva democratica.


per il resto riconosco di avere pensieri in qualche modo elitari ma i miei modi sono parecchio democratici.

Nessuno è un fan della sinistra arcobaleno con i suoi limiti certo evidenti ( soprattutto una notevole imperizia in campo economico ), né di questa forma di democrazia, ma se uno prende sul serio gli elettori, pensando che sanno quel che fanno quando votano, allora queste elezioni mi portano ad un giudizio impietoso su di essi ( anche se ovviamente un giudizio
generalizzato è più che altro una suggestione poetica e il comportamento del singolo è imperscrutabile e appellabile ).

dall nostra achille ed io abbiamo anche il mai abbastanza compianto giovanni lindo: produci consuma crepa

davide

 
Alle 4/16/2008 08:32:00 PM , Anonymous Carlo ha detto...

La supposta generazionale e' un fatto, non un'invenzione.
I nostri padri e i nostri nonni hanno avuto (in termini di pensioni e stato sociale) molto di piu' di quanto hanno dato (in termini di tasse); per noi e' e sara' il contrario.
Far andare i nonni in pensione qualche anno prima, finanziando la cosa con un aumento della tassazione sui precari, cosa ti sembra se non un conflitto generazionale?
Poi, certo, gli stipendi e lo sfruttamento della nostra generazione sono vergognosi, ma cio' non significa che la supposta generazionale non ci sia o non sia dolorosa.

 
Alle 4/16/2008 09:45:00 PM , Anonymous achille ha detto...

innanzitutto premetto che dopo questa botta mi sono preso qualche giorno di vacanza dalla pacata ragionevolezza. quindi non me ne vogliate se parlo in modo "elitario" e sfogo la rabbia: dopotutto è meglio sfogarla così, nei pensieri, anzi è umano.

vittorio: attento a non cadere nel solito discorso contro l'elitarismo (e poi tu stesso dici che non riesci a dare tutta la colpa ai partiti). prendersela con la politica, con i leader, con gli intellettuali, è quanto in italia si è sempre fatto. salvando così, anzi giustificando le masse innumerevoli che qui da noi ad esempio hanno mercanteggiato placide sotto vent'anni di fascismo. non si può fare il solito discorso paternalistico: la gente fa il male perché è ignorante, ed è dunque colpa di chi deve educarla. di fronte a certi fenomeni queste giustificazioni non valgono più. lì fuori ci sono milioni di persone che accoglierebbero con gioia la notizia dell'introduzione della pena di morte per i rapinatori rumeni o quant'altro. che andrebbero in piazza a vedere il pubblico squartamento di rom e clandestini oggi, del diverso e del nemico di turno domani. non crediate che questo discorso sia paradossale. sarebbe sembrato altrettanto paradossale e di cattivo gusto se qualcuno lo avesse fatto alla fine degli anni venti a proposito della pacifica piccola borghesia tedesca. che pochi anni dopo avrebbe fornito fior fior di padri di famiglia quarantenni ai battaglioni di riservisti impiegati per la pulizia etnica a sangue freddo. E se un padre di famiglia può trasformarsi in assassino con un colpo di bacchetta magica, perché mai non dovrebbero farlo le nostre folle leghiste che vomitano odio e invocano a gran voce la legge del taglione e la pena di morte?! in un paese dove un quotidiano nazionale qualche anno fa titolò "pena di morte? SI SI SI!"?!
insomma, questo è un discorso super estremo, però come si è scritto spesso su tabard, sono proprio i discorsi estremi che a volte riescono a cogliere degli aspetti della realtà cui i discorsi mediati non riescono mai ad arrivare... certo, qui da noi non è il momento storico adatto per l'esplosione di una nuova bestialità, ma non fatevi illusioni: se si presentassero le condizioni giuste questa gente non avrebbe esitazioni a sporcarsi le mani di sangue (del resto basta poco a precipitare nella follia: genova). questo per dire di andarci piano con il "democraticismo" e con il prendersela con gli "intellettuali".

carlo: sulla storia delle partite iva hai ragione: ma io non parlo solo di quella gente lì. io parlo dei milioni di "morti di fame" che li hanno votati, quelli che delle partite iva non sanno niente, che prendono meno di mille al mese massacrati dalle imposte alla sorgente proprio perché gli amici delle partite iva le tasse non le pagano... quelli lì hanno poco da spartire con gli animal spirits di tremonti, e non ci guadagnano nulla o quasi nemmeno con l'abolizione dell'ici. semmai avrebbero dovuto essere attratti dalle promesse di veltroni sull'aumento dei salari e la detassazione degli strordinari... ma quella gente li ha votati lo stesso, perché? secondo me la risposta è: "fuori gli immigrati a calci nel culo!", e "via le tasse!!", come sopra. questa non sarà l'unica spiegazione, vabbè, ma tenetene conto. perché questi sono gli oppressi che votano contro il loro interesse. ma sono gli oppressi che io - almeno in questi giorni di vacanza - non mi sento di giustificare.

 
Alle 4/17/2008 10:25:00 AM , Anonymous Eugenio ha detto...

Farò un discorso molto veltroniano: userò il ma anche:
- non credo sia da elitario dire che la società italiana stia prendendo una brutta piega: ma, ancora a caldo, lo esprimerei così: CI meritiamo la LEGA;
- non credo che sia semplice democraticismo paternalista dire che la classe politica di sinistra sia incredibilmente responsabile non solo del risultato delle elezioni, ma soprattutto della suddetta piega che ha preso la società italiana (o quella massa di cui parla achille): le due cose sono ovviamente collegate.
C'è stata mancanza di analisi e mancanza di risposte. A quella massa che percepisce visceralmente problemi concreti la politica è tenuta a dare risposte. Se non si è in grado di ENTRARE nella società, e in quelle viscere (che producono anche il fenomeno della cosiddetta antipolitica), nei territori, nei conflitti quotidiani, offrendo altri punti di vista nell'analisi delle cause e nell'offerta di soluzioni, la colpa è della politica (e anche degli intellettuali), perché quello (quale se no?) è il suo compito.
Insomma, la sconfitta è evidentemente sul piano CULTURALE (nel senso più lato possibile).
E allora il ma anche si coagula nel concetto di EGEMONIA.
Per la prima volta dopo decenni, la sinistra ha dimenticato Gramsci...
Perché non basta la lucidità del Bertinotti televisivo.

 
Alle 4/17/2008 10:55:00 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

Non e' molto difficile pensare alle cause.
UNA: immaginate una persona che dovrebbe essere un intellettuale di sinistra, diciamo un professore del liceo, un impiegato, un avvocato. Costui compra la repubblica tutte le mattine e si sente piu' intelligente degli altri, quelli che non leggono il giornale o leggono il manifesto o quelle altre cose. Invece semplicemente il suo pensiero, che pensava critico, e' stato traghettato dalla sinistra al centro destra, certo un centro destra che possa pizzicare la sua vanita' intellettuale: egli e' ora politicamente un fesso. Ormai afferma di essere di sinistra solo perche' si vergogna di affermare il contrario.

davide

 
Alle 4/17/2008 11:34:00 AM , Anonymous Paolo ha detto...

Se sconfitta sul piano culturale c'è stata, e credo in parte di sì, direi che allora è anche colpa nostra. In quanto "agenti culturali" o supposti tali il nostro lavoro è stato inefficace. Ma forse neanche di questo si può parlare nel nostro caso. Quante energie sono state spese da Tabard a favore della sensibilizzazione politica? Quanti di noi sono attivamente intervenuti? Direi che allora, oltre che a ripensare la sinistra, c'è da ripensare anche Tabard. Contro l'imbarbarimento cosciente.

 
Alle 4/17/2008 02:09:00 PM , Anonymous achille ha detto...

sono d'accordo ovviamente sulle responsabilità degli "intellettuali". però, facendo un intervento estremo, volevo proprio evitare che il discorso prendesse questa piega qui, cioè la solita: bisogna educare, bisogna fare di più, bisogna agire. certo. tutto questo va fatto. ma tenendo presente un altro punto, molto pessimistico, molto estremo, provocatorio, antipatico, elitario: ovvero il pensiero che la moltitudine che si ha di fronte non sia quella materia amorale e quindi incolpevole. non ripeterò lo stesso discorso di prima, però sono convinto che l'unico modo per far ripartire una discussione seria sull'argomento, quale vorrà essere quella del prossimo tabard, sia vivere questo nichilismo fino in fondo, e arrivare ad affermare con pasolini, che pure mi sembra sia uno che non ha mai smesso di credere nell'azione sul reale: "non c'è più niente da fare". solo se partiamo dal pessimismo assoluto verso "il popolo", se rinunciamo a salvarlo in teoria e a parole, forse possiamo ricominciare a pensare a come agire sulla relatà e su di esso. non avendo paura di considerarlo anche un nemico che non va giustificato (cercate di capire in che senso faccio questa affermazione, non è che mi sono bevuto il cervello).

quanto a quello che dici tu, davide, in parte sono d'accordo. anchì'io ora ce l'ho con repubblica e con me stesso, perché nell'ultimo mese ho vissuto in un mondo immaginario che poi si è rivelato esistere solo tra le pagine di repubblica, ed ora per qualche tempo non lo leggerò più. ma del resto si può anche leggerlo senza precipitare nel baratro che indichi tu (magari basta non leggere soltanto quello...). e comunque ricordo un tabardiano che affermò "i lettori di repubblica sono il male assoluto". anche qui il paradosso ha il suo valore...

 
Alle 4/17/2008 03:05:00 PM , Anonymous Vittorio ha detto...

Parto da una citazione di Achille in risposta a un mio commento: "Non si può fare il solito discorso paternalistico: la gente fa il male perché è ignorante, ed è dunque colpa di chi deve educarla". Non era mia intenzione affermare questo, mi spiace se sono stato frainteso. Nel suo commento Eugenio ha riassunto abbastanza bene il mio punto di vista - legato sostanzialmente al fatto che non voglio ombrelli dietro cui nascondere una propria mancanza (tipo "la gente è scema che ci possiamo fare noi") - sulla sinistra antagonista e sulle responsabilità che essa deve assumersi. Poi faccio un'aggiunta: per me elitarismo e paternalismo coincidono. E coincidono, in ultima istanza, anche col messianismo. E questo terrore maledetto dell'esito di queste elezioni mi sembra la summa di quanto abbiamo già vissuto, e di quello in cui rischiamo di ricadere. Vale a dire: chiusura autistica in se stessi e demonizzazione dell'avversario. Voglio intendere, questi qui governeranno per cinque anni: è ora di pretendere da loro quello che vogliamo. In passato, scontento della candidatura di Prodi mi sono detto: "Beh, se vince lui almeno avremo un referente politico con cui confrontarci, perché Berlusconi non lo è mai stato". Adesso ri-abbiamo Berlusconi... Che si fa? E' lui che dobbiamo obbligare ad essere un referente politico, è con lui che tocca fare i conti, è lui che bisogna obbligare a rappresentare la destra che serve a questo paese. A meno di volersi rifugiare in un altro mondo.

 
Alle 4/17/2008 04:11:00 PM , Anonymous achille ha detto...

il messianismo era quanto di più lontano dai miei intenti: io volevo soltanto suggerire che è necessario digerire un certo nodo oscuro, e farci i conti. Altrimenti tutti i propositi di dialogo e di lotta sono destinati a prendere la solita piega. poi quando la mia vacanza sarà finita sarò d'accordissimo con vittorio.

 
Alle 4/18/2008 10:18:00 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

Lascio ad achille questa citazione da una lettera di enrico ghezzi, pubblicata
sul manifesto di domenica scorsa:

"E sarebbe bello (oltre a convenire) tener presente la strana forma sotterranea che proprio in Europa per prima si è manifestata da millenni oltre ogni fatica e dolore nonostante governi e imperii e sterminii. La resistenza nella sconfitta , i valori del perdere e della minoranza e dell'inutile poetico, l'organizzarsi dei deboli dei perdenti degli ultimi, lo spettro della classe dei senza classe, il tramandarsi dell'intensità lacerante e tremenda dell'amore dei non amati "


davide

 
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