26 giugno 2007

Un deificio

visto l'ultimo numero dedicato alla città questo stralcio mi sembrava all'uopo

Alberto Savinio, Partita Rimandata

L'avvento dell'Umanesimo segna in certo modo la fine dell'architettura. L'architettura come aspetto esteriore, come cosa verticale, come imitazione della formula dell'universo, perde la sua ragione di essere perché è venuta a mancare l'ideata forma verticale e piramidale dell'universo.
"Fine dell'architettura" va intesa con mente ambigua. L'Umanesimo segna la fine non dell'architettura ma di "una" architettura: dell'architettura ispirata alla forma "tolemaica" dell'universo.
L'architettura Greca, anche quella sacra, non è fatta ad immagine di DIo. Il tempio greco è un edificio destinato ad "ospitare" il dio. (La mia penna aveva scritto "un deificio"). Il dio abita nel suo tempio ma non fa corpo con esso, non dà al tempio la sua stessa forma, come il violino alla cassa che lo contiene. Il dio greco è un dio ambulante, un dio viaggiatore un dio girovago. Egli sta nel suo tempio ma gli piace anche uscirne, andare in giro. E viaggiando e girovagando sa che troverà altri templi aperti a lui e pronti ad ospitarlo.
Il tempio greco è soltanto l'albergo di dio. Il tempio latino (e cattolico) è la forma di Dio diventata edificio; è il calco della forma di Dio. C'est le moulage de la forme de Dieu... [continua]
Il tempio greco - questa casa di passaggio di Dio - è rettangolare e vestito di angoli. Angolo e rettangolo allontanano dal centro e portano in direzioni diverse e prive di meta. Il tempio latino e cattolico è circolare (e cupolato), perché il circolo circoscrive e chiude, e conduce verso il proprio centro che è Dio.
L'umanesimo segna la fine dell'architettura che riceve la propria forma dall'esterno. Rimane l'architettura che nasce da ragioni interne: equivalente all'uomo libero che ha scoperto l'origine di tutto in se stesso; come le case che disegna il mio amico Enrico Galassi, le cui forme esteriori, angoli, curve, piani, non sono se non il "negativo" delle ragioni interne della casa: camere, corridoi, scale. Ispirato da questo principio squisitamente umano il mio amico Mirco Basaldella scolpisce le sue statue gentilissime "dall'interno". Lo scultore-uomo ha vinto in lui lo scultore demiurgo.
francesco

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