25 ottobre 2006

Il blog di Beppe Grillo

Tutti lo conoscono, pochi ne parlano. Ma con il blog di Beppe Grillo bisogna farci i conti se si è in rete, quanto meno non se ne può ignorare la presenza essendo diventato in due anni uno dei più letti della blogosfera (circa 150 mila contatti al giorno, fonte Technorati). Personalmente condivido alcune delle proposte di Grillo, soprattutto quelle su ambiente e comunicazioni (come si può non condividerle?). Molte delle sue provocazioni rivelano delle riflessioni interessanti sulle quotidianità acquisite: mi riferisco ad esempio al suo punto di vista sul fallimento e l'assurdità del sistema automobilistico (per certi aspetti comune alle nostre riflessioni appena cominciate su città e trasporti). Nonostante tutto riesce a intavolare nuove discussioni quasi ogni giorno, anche se spesso si ripete. Quello che mi piace sempre meno sono i toni, le semplificazioni estreme, le generalizzazioni, le prove spesso vaghe portate a supporto delle sue tesi. Molti pensano si sia montato la testa. Uno dei suoi ultimi post, Reset, effettivamente pare una chiamata alla rivoluzione. Daniele Luttazzi chiuse il suo frequentatissimo blog (almeno la versione commentabile) quando si rese conto che poteva diventare uno strumento di potere o, esagerando, di aggregamento passivo alle parole del leader (nei primi tempi non lo ammise mai, ma il riferimento a Grillo era facile a intendersi). Ormai la sezione dei commenti del blog di Grillo si riduce sempre più spesso a una ridda di insulti o invettive o "Beppe sei grande!". Io, tra le altre mille offerte della rete, un occhio ce lo butto sempre. Voi che ne pensate?

Paolo De Guidi

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5 Commenti:

Alle 10/25/2006 07:17:00 PM , Blogger Spartacus Quirinus ha detto...

Che sia frequentato e magari anche letto non vuole dire che sia né bello né che dica qualcosa di più di un demagogico populismo!

 
Alle 10/25/2006 07:27:00 PM , Anonymous Vittorio ha detto...

Personalmente ho avuto per lungo tempo delle resistenze nei confronti dei blog. Il perché? Ecco, questo mezzo, nel suo dare un'assoluta libertà di parola e magari un certo grado di visibilità a chiunque lo voglia (cosa per me decisamente positiva), forse troppo spesso si riduce a mero strumento di sfogo e di autocompiacimento. La peggiore conseguenza di ciò, a mio avviso, sta nel fatto che il potenziale eversivo, rivoluzionario di ogni riflessione viene in questo modo azzerato. D'altro canto è anche vero che tramite i blog le idee di ognuno quanto meno si diffondono (almeno un po'), e l'individuo non si ritrova chiuso in una dimensione isolata e improduttiva. Ma questo fa sì che ci siano poi relazione e relatività reali tra un blogger e gli altri? E tra un blogger e il resto del mondo?

 
Alle 10/26/2006 09:49:00 AM , Anonymous Vittorio ha detto...

Quando ho scritto le precedenti considerazioni non avevo fatto caso (per un po' di disguidi tecnici) al commento di Spartacus, che in qualche modo mi costringe a lasciare il generale per riflettere sulla particolarità del caso di Beppe Grillo. In tutta onestà, trovo troppo comodo bollare la questione in termini di "demagogia" e "populismo". Le idee presentate nel blog di Grillo, come diceva anche Paolo, nella maggior parte dei casi sono interessanti. Il problema sta nel rapporto che si viene a creare tra il blog di un personaggio così famoso e i suoi lettori. Ed effettivamente questa dinamica è basata proprio sul fenomeno massa più leader. Luttazzi lo spiega chiaramente in quest'intervista.

 
Alle 10/26/2006 12:32:00 PM , Anonymous Paolo De Guidi ha detto...

Riporto il link ad un articolo apparso su Piublog che tratta di un simpatico aspetto della blogosfera. Per rispondere a Spartacus: io non ho affatto detto che sia bello. Ho anche criticato le derive semplicistiche di Grillo. Mi piacerebbe però riflettere sul suo successo e su cosa di buono se ne può ricavare.

 
Alle 8/05/2011 10:46:00 AM , Anonymous casino live ha detto...

grandissimo

 

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