16 aprile 2007

Katalipsi telos!

Sembrano finiti anche per gli studenti greci i bei tempi dell'università pubblica. Lo scorso 8 marzo il governo di centro destra guidato da Karamanlis ha approvato, dopo un lungo e problematico iter, la legge che prevede l'allineamento dell'università greca alle direttive europee e alla nefasta Dichiarazione di Bologna. L'università greca rimaneva una delle migliori a livello europeo sia dal punto di vista didattico dei programmi, di un'ampiezza rara confrontata alle nuove cose nostre, sia soprattutto da quello dei servizi offerti agli studenti: niente tasse, libri di testo gratuiti, mensa gratuita, sconti su tutti i mezzi di trasporto pubblici, biblioteche aperte fino a mezzanotte. La nuova legge prevede invece la costruzione e l'affiancamento di istituti privati equiparati (ovviamente con sussidi pubblici... it's the same old story), la cessazione della gratuità per libri e mense negli atenei, il vincolo per gli studenti a concludere gli studi al massimo in un numero di anni pari al doppio di quelli previsti (con evidenti conseguenze per gli studenti lavoratori), l'applicazione del terribile modello 3+2.

La proposta di legge avanzata lo scorso anno aveva immediatamente suscitato una protesta unanime del mondo accademico: quasi tutte le facoltà elleniche erano state occupate (katalipsi = occupazione) e in molti casi anche con l'appoggio del personale accademico e dei professori. Il governo aveva accolto la richiesta degli studenti di sedersi ad un tavolo di trattativa senza mai davvero prendere in considerazione delle modifiche significative al testo di legge. Sì perché gli studenti greci, nonostante i pregi di cui sopra, non sono certo pazzi per l'università così com'è. La critica principale del movimento va all'istituto dei terribili esami panellenici: finita la scuola superiore ogni studente greco che vuole proseguire gli studi è obbligato a passare un complesso esame nazionale, il punteggio del quale stabilirà a quali facoltà si può ambire (sì perché non tutte sono uguali: su un massimo di 20, per medicina, ad esempio, ci vuole un 19; per letteratura italiana invece [sigh] basta un misero 11). Questo iniquo esame nazionale è la causa principale della fuga di un'enorme quantità di studenti greci verso gli atenei esteri, soprattutto anglosassoni, e la sua permanenza non è stata minimamente messa in dubbio dalla nuova legge. Una conseguenza indiretta di questo esame è anche il prolungamento del tempo mediamente impiegato dagli studenti greci per laurearsi, dal momento che una volta conquistato un posto in facoltà con tanta fatica, la tendenza generale è quella di sedersi al bar con un caffè da mezzo litro e un gran paglione e di prendersela comoda assecondando la leggendaria lentezza ellenica, la famigerata hallarà tessalonicese. Altre critiche mosse dagli studenti all'attuale istituto universitario riguardano la scarsa competenza dei professori, assunti con un sistema secondo molti clientelare. Le proteste contro la riforma sono ovviamente uscite dagli atenei e si sono tradotte in ingenti manifestazioni per le strade delle maggiori città dove sono state duramente represse con la forza dalla polizia: gas lacrimogeni e pallottole di gomma sono volati fitti tra i 35mila partecipanti alla manifestazione di fronte al parlamento di Atene, causando diversi feriti, e lacrimogeni sono stati sparati anche all'interno del politecnico di Salonicco. Purtroppo le divisioni interne createsi nel movimento studentesco, ad opera soprattutto di una triste e controproduttiva opera di accaparramento di voti e preferenze da parte dei partiti soprattutto di sinistra e dei loro rappresentanti studenteschi, hanno contribuito allo spegnimento e al fallimento finale dell'azione di protesta e occupazione che in alcune facoltà è comunque durata quasi un anno.

La massiccia partecipazione degli studenti e la pesante repressione non possono non far pensare alla storia del movimento studentesco greco che fu alla base della coraggiosa rivolta che fece cadere la dittatura dei colonnelli, la Hunta (Giunta), nel 1974 dopo circa sette anni di regime. Dopo gli scontri storici al Politecnico di Atene e dopo il ripristino della democrazia, gli atenei greci ottennero addirittura una sorta di immunità che impediva l'ingresso della polizia nei campus e negli ambienti universitari (non vi dico ovviamente le brase che si fumano da quelle parti), privilegio soprattutto simbolico a cui gli studenti sono ancora attaccatissimi (dai, non solo per le brase) e che verrà parzialmente modificato.

Paolo

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1 Commenti:

Alle 5/02/2007 07:39:00 PM , Anonymous daria ha detto...

commento lentissimo a questo post (scusa Paolo), peccato: anche qua in Germania la situazioe versa sempre peggio per gli studenti, l´universitá gratuita e comprensiva di alloggi poco costosi, abbonamento ai mezzi pubblici eccetera, sta diventando, a quanto pare, insostenibile per il paese. le proteste sono state accese per tutto l´autunno e anche se con meno fervore proseguono, ma strada facendo ci si rende conto che le possibilitá di spuntarla sono davvero poche, le tasse universitarie sono giá in vigore nel Baden-Württemberg, dal prossimo anno dovrebbero esserlo anche qua nell´Hessen, noi erasmus naturalmente ci sentiamo solidali e solo di sfuggita ci passa per la testa che questo scenario futuro, temutissimo, é di fatto il nostro normale in Italia. e non riguarda solo la Germania, ma la maggior parte dei paesi europei, dalla Scandinavia alla Repubblica Slovacca: quando dico quanto paghiamo per la laurea specialistica o che una doppia puó costare trecento euro, semplicemente pensano che non ho ancora imparato a dire i numeri in tedesco. certo, noi peró diventiamo dottori magistrali...

 

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