26 aprile 2008

Sinistra... parlamentare


Posto, con un po' di ritardo, da fuoriluogo

E elezioni furono, e il Nepal sembra aver deciso di diventare un nuovo stato socialista. Nonostante un morto, alcuni pestaggi e alcuni presunti brogli, le elezioni, a detta di Ian Martin, rappresentante del Segretetario Generale dell'ONU in Nepal, sono state un successo.

E sembra e ripeto, sembra, che il Partito Comunista Nepalese – Maoista, abbia sbaragliato la concorrenza. Si profila una schiacciante vittoria, al di là di tutte le previsioni e lasciando senza parole molti osservatori internazionali e non. Un diplomatico danese la notte precedente al voto ci ripeteva, come già molti a Kathmandu, "vedrete che i problemi inizieranno quando i Maosti non prenderanno i voti che si aspettano". Ne hanno presi di più.

Vista dal basso, da queste aree rurali che sono rosse senza farlo vedere, il risultato non stupisce. Quello che sembra più strano è quanto la gente, lassù in alto, abbia ancora una volta considerato i Maoisti attori politici non credibili. Si diceva "Prachanda, il leader maximo, forse non verrà nemmeno eletto". Si scriveva, "perché il PCN-M possa diventare un vero partito democratico deve essere pronto ad accettare la sconfitta che si sta profilando".

Quando poi l'accordo elettorale tra PCN-M e lo storico e vecchio Partito Comunista Nepalese – Unione Marxista Leninista era fallito, si sorrideva e ci si preparava a contenere la rabbia dei Maoisti. "Un voto di rifiuto. Un voto per il cambiamento. Un voto contro i vecchi partiti corrotti". Ora la gente che non credeva inizia a ricucire relazioni con i nuovi vincitori.

Quello che più stupisce però è che i Maoisti sono stati ancora una volta sottovalutati e, con loro, la maggioranza, pare, dei nepalesi. Questo voto sembra dimostrare ancora una volta che le caste più alte, i vecchi uomini di potere, hanno perso il controllo della loro gente perché non sono più in grado di interpretare i loro bisogni e desideri. Se mai lo sono stati, oggi hanno dimostrato di essere molto lontani dalle persone su cui avrebbero voluto governare. Non intuendo quest'esodo a sinistra, osservatori internazionali e nepalesi hanno preparato la strada a quella che dovrebbe essere una vittoria storica per il Nepal, un cambio radicale rispetto al vecchio regime monarchico. Che serva da lezione a qualche altro paese in Europa vicino alle elezioni?

Lal Salam a tutti, qui è tempo di festeggiamenti, finalmente.

11 aprile 2008


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2 Commenti:

Alle 4/26/2008 09:35:00 PM , Anonymous Eug ha detto...

Qui in Nazione Indiana un altro intervento post-elettorale.

 
Alle 4/28/2008 09:10:00 AM , Anonymous Paolo ha detto...

Qui un'altra buona riflessione post-elettorale di Valerio Evangelisti.

 

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